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La corrispondenza Trotti Belgiojoso: un nuovo tassello dell'Italia risorgimentale

7/19/2020

E' giunto ora al termine il lavoro di riordino e di descrizione di un gruppo di lettere di Cristina Trivulzio di Belgiojoso e della figlia Maria, lettere che Ludovica Valperga di Masino, consorte dal 1912 di Lorenzo Niccolini, aveva ricevuto come discendente diretta delle due donne.

Presto saranno disponibili in questo sito la descrizione di tutte le lettere (a cura di Elisa Fontanelli) e la riproduzione di una parte di esse.

Cristina Trivulzio di Belgiojoso (1808-1871) maturò ben presto i suoi interessi per i movimenti risorgimentali antiaustriaci e dal 1831 soggiornò a Parigi dove nel 1838 le nacque la figlia Maria. Rientrò poi in Italia e, dopo un breve soggiorno in Turchia, si poté stabilire a Milano. Dal 1855 fissò la sua dimora a Locate, nei pressi della città.

Maria Barbiano di Belgiojoso (1838-1913) seguì la madre nei lunghi viaggi all'estero e con lei rientrò poi in Italia. Nel 1861 sposò Ludovico Trotti Bentivoglio e fu dama di palazzo della principessa, poi regina Margherita, sposa di Umberto di Savoia.

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Un primo nucleo del carteggio comprende alcune lettere indirizzate dalla Belgiojoso a Mary Clarke che nel 1847 sposò l’orientalista Julius von Mohl. Fra le lettere ricevute da Cristina ce ne sono alcune della figlia Maria e dell'amica Emilia Redaelli, moglie di Enrico Manzoni.

Le lettere di Maria comprendono quelle della madre Cristina, della zia Teresa, della nipote Margherita Trotti Bassi, figlia di Ludovico e di Sofia Manzoni (e madre di Sofia, Costanza, Lorenzo e Giacomino Bassi), oltre a quelle dell’amica Antonietta Bisi Giussani, pittrice figlia dell’artista Ernesta Legnani Bisi. 
Tra le lettere relative ai rapporti con la nobiltà legata ai Savoia, si segnalano le lettere di Letizia Bonaparte Savoia, quelle di Cristina Castelbarco Albani nata Cicogna Mozzoni, di Maria San Martino d’Aglié di San Germano e dell’amica Norah Vigoni.
Un consistente corpus è quello delle lettere che la regina Margherita di Savoia inviò a Maria nell’arco di un cinquantennio:

Cara Maria

Mi sono condotta così male che mi vergognavo quasi di scrivere ma poi ho pensato che lei è così buona che sapendo quanto sono stata occupata mi perdonerà e non voglio partire da Roma senza dirle che se non ho scritto almeno ho sempre pensato a lei.

Si tratta dunque di una corrispondenza prevalentemente femminile che offre un innovativo punto di vista sull'Italia a cavallo dell'Unità.

La corrispondenza Trotti Belgiojoso: un nuovo tassello dell'Italia risorgimentale