Barbolani di Montauto-Documenti
I Documenti

L’Archivio Barbolani di Montauto, formato nei secoli con i documenti della famiglia dei conti di Montauto, prima del trasferimento nel Palazzo dei Velluti Zati a Firenze, si trovava in parte nello storico castello di Montauto, in parte nel palazzo aretino della famiglia. Ce lo fotografa la minuta di un inventario redatta nell’anno 1795, la cui “attuazione”, cioè il riordino delle carte, non ebbe luogo, com’è annotato nella prima pagina del testo, forse a causa della morte prematura del rampollo di famiglia, il conte Ulisse di Federigo Barbolani. I documenti descritti nella minuta sono quelli relativi alla “Casa paterna”, cioè al ramo principale che discendeva da Antonio di Pierfrancesco di Giovanni Barbolani e dal figlio di lui Federigo. Nel 1795, il ramo principale aveva già assorbito i beni della linea di Tancredi di Giovanni, estinta con la morte del marchese Bartolomeo Felice da Montauto, che a sua volta aveva ereditato dalla madre, Cassandra Camaiani, parte delle proprietà di quella famiglia e il relativo archivio. Di quella linea aveva anche fatto parte Bartolomeo di Piero, cavaliere di Santo Stefano, marito di Isabella Sforza Aragona Appiani che gli aveva portato in dote i castelli di Valle e Montioni dello stato di Piombino, situati nell’entroterra dell’attuale Follonica. Nel 1767, alla morte di Pietro Paolo di Giovanni Antonio, la linea principale aveva inoltre assorbito i beni della discendenza di Pier Francesco detto Otto, il ‘Signorotto’, fratello maggiore di Federigo e marito di Ricca Schianteschi dei conti di Montedoglio. Un pronipote di Federigo di Antonio aveva sposato Clarice di Francesco Ricoveri, e con lei la famiglia aveva guadagnato beni e carte di quella casa e della famiglia Burali.

Molte erano dunque le famiglie che, negli anni, avevano trasferito i propri beni, in tutto o in parte, nella casa dei Barbolani, ma l’inventario del 1795, di cui abbiamo già detto, teneva distinti i documenti delle diverse famiglie di origine. Sola eccezione, insieme alle carte Barbolani erano descritte quelle dei Rossi, conti di San Secondo, entrate a far parte dell’archivio dopo il matrimonio tra Federigo di Francesco, nipote del governatore di Siena, e Camilla di Girolamo Rossi di San Secondo, nel primo Seicento. L’ordinamento attuale dell’archivio è stato conferito alle carte in un intervento successivo, intorno alla metà dell’Ottocento, con l’accorpamento di tutti i fondi di varia provenienza di proprietà della famiglia Barbolani. Ai documenti del ramo principale, la “Casa paterna” sono allora stati aggiunti quelli del ramo collaterale del conte Pietro Paolo Barbolani, delle famiglie Camaiani (fra cui le carte dei dignitari di Cosimo I dei Medici, Onofrio e Pietro), Bernardini Schianteschi, Ricoveri e Burali, tutte di Arezzo, e le carte politiche prodotte da Federigo di Antonio Barbolani a Siena.

A corredo del lavoro ottocentesco, rimangono un volume d’indice alfabetico, due volumi di repertorio cronologico dei documenti, e un fascicoletto con l’elenco dei registri. Questo è stato la base per il riordino dell’archivio effettuato negli anni 1999-2000 che ha dato luogo alla stesura dell’Inventario dell’Archivio Barbolani da Montauto a cura di Giulia Goi, Elisabetta Insabato, Rita Romanelli, da cui la descrizione che qui si dà dei fascicoli prende spunto.