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Baldovinetti, Giovanni di Niccolò Di Poggio

Baldovinetti, Giovanni di Niccolò Di Poggio Ricerca Avanzata
1695 - 1772
Giovanni di Poggio (1695-1772), primogenito dei figli di Niccolò di Giovanni e di Francesca Sanminiati, rimase orfano di padre molto presto, prima ancora di essere avviato alla mercatura. I suoi studi giuridici sono testimoniati da alcuni manoscritti ora conservati nella Biblioteca Marucelliana di Firenze, ma la sua grande passione fu l’antiquaria. Oltre agli studi sulle antichità toscane e a quelli sulle famiglie nobiliari (che diedero vita ai 'centoni' ora conservati nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze), si occupò della storia della propria famiglia, anche grazie ai documenti dell’archivio. Fu lui a presentare la domanda per il patriziato, dopo le leggi nobiliari del 1750, ottenuto nel dicembre 1752. Sposò Caterina Maria Bartolommei nel 1740 e fu padre di molti figli; dimorava abitualmente a Firenze ma, come i suoi predecessori, trascorreva volentieri il tempo della villeggiatura a Marti. Le sue premure per l’edificio sono provate dalle lettere ai fattori, ai quali raccomandava anche di controllare i cassettoni e di aprire e chiudere le finestre delle camere al tempo opportuno. Da Firenze, mandava poi, col navicello per via d’Arno, pezzi antichi per il 'museo' che intendeva allestire nella villa. Da un inventario del 1805, sappiamo che nell'ultima stanza sul prato del primo piano, probabilmente quella verso la cappella, si trovava ancora il museo di antichità di Giovanni di Poggio, raccolto su «scaffali diversi contenenti produzioni naturali e anticaglie disposte in museo». Dal 1760, nello spazio al primo piano sopra il magazzino dell’olio, l’orciaia, egli aveva fatto costruire un teatro per lo svago e il divertimento dei figli e degli amici. Nel 1767, cinque anni prima della morte, Giovanni acquisì parte dell’eredità di Camillo Dati, suo cugino primo. Questa comprendeva le tenute e le terre di Cerreto nel Valdarno superiore, nei pressi di Castelfranco di Sopra, ma anche il palazzo di famiglia dei Dati situato in via dei Serragli, al Canto alla Cuculia, dove Carlo Dati aveva fondato, alla metà del Seicento, la società letteraria Cuculiana. Fu socio dell’Accademia della Crusca e della Società Colombaria col nome di Vagante (vedi U. Dorini, La Società Colombaria).
Titoli Onorifici : Patrizio fiorentino
Padre
Baldovinetti, Niccolò di Giovanni
Madre
 
             
Baldovinetti, Giovanni di Niccolò Di Poggio