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Niccolini, Giovanni di Agnolo di Matteo

Niccolini, Giovanni di Agnolo di Matteo Ricerca Avanzata
1544 - 1611
Rimasto l'unico figlio vivo già nel 1551, godette fin dall'infanzia dei privilegi derivanti dall'essere il figlio di uno dei favoriti di Cosimo I. All'età di 9 anni ricevette dal papa Giulio III una pensione annua di 400 scudi sullo spedale di Altopascio; nel 1587 fu inviato a Roma dove ricoprì la carica di ambasciatore per 23 anni. Giovanni Niccolini seppe trarre profitto dalla favorevole condizione di nascita, incrementando le proprie fortune, consolidando la posizione della sua casata e ponendosi come il referente di tutta la consorteria dei Niccolini. A lui si rivolgevano parenti vicini e lontani per chiedere aiuti e favori. Se pure non giunse ad ottenere l'investitura di titoli nobiliari, pose le condizioni affinché tale status fosse goduto dai suoi figli, non solo proseguendo la tradizione familiare al servizio del potere dei Medici, ma anche con una vita condotta secondo uno stile nobiliare e di cui furono momenti significativi l'appassionata attività di collezionista e committente di opere d'arte, tra cui la nobiliare cappella di famiglia in Santa Croce, commissionata all'architetto Giovanni Antonio Dosio e l'acquisto di un sontuoso palazzo a Firenze, in via dei Servi. Nel 1570 sposò Caterina di Filippo Salviati da cui ebbe sette figli di cui quattro raggiunsero l'età adulta: Alessandra, che sposò Ascanio di Giulio Iacobilli, Francesco (1584-1650), Giovanni (1586-1666) e Lucrezia (?-1635) che andò in sposa a Adriano Ceuli.
Padre
Niccolini, Agnolo di Matteo di Agnolo
Madre
 
             
Niccolini, Giovanni di Agnolo di Matteo