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Pepi (Family)

Esponenti
Note su alcuni esponenti della famiglia ben rappresentati nell’Archivio

Ruberto di Ruberto Pepi (1572-1634)
Figlio di Ruberto Pepi e Dianora Ridolfi. Sappiamo che dopo aver studiato la “lingua latina” ed aver ricevuto una istruzione letteraria, fu avviato al commercio trovando un impiego alla banca dei Ricasoli nel 1588, per la quale fu incaricato dal 1592 a svolgere spedizioni mercantili ad Alessandria d’Egitto e in altre importanti città portuali come Napoli e Barcellona, per il commercio di “lino, pepi, quoia di buffalo, droghe di ogni sorte, incenso, zafferano, cannella, garofani, noce moscate, indaco [...] e molte altre mercanzie”. Nel 1598, lasciato il Banco dei Ricasoli ed entrato al servizio del Granduca Ferdinando I dei Medici, fu nominato Scrivano di razione (Provveditore) nelle galere dell’Ordine di Santo Stefano, continuando a viaggiare per le acque del Mediterraneo, anche quando, lasciato l’Ordine, divenne mercante in proprio, con interessi tra Livorno e la Spagna.
All’interno dell’Archivio Pepi è conservato il manoscritto di ricordi (Memorie di Ruberto Pepi, 1608-1631) appartenuto a questa figura di spicco della famiglia, trascritto e studiato.  
(R. B. LITCHFIELD, Un mercante fiorentino alla corte dei medici, le memorie di Roberto Pepi, Milano, Olschki, 1999). In esso vi sono riportate le memorie autobiografiche presenti in due versioni (la seconda allegata al registro): narrazioni relative al primo impiego al Banco in via Ricasoli e cronistorie dei suoi viaggi di lavoro, tra cui spicca la spedizione ad Alessandria d’Egitto.
L’8 gennaio 1608 Ruberto si unisce in matrimonio con Isabella de’ Medici, figlia di Paolo Medici e Nannina da Filicaia, appartenente a un ramo cadetto della famiglia Granducale; nasceranno undici figli: Orazio (n. 29 ottobre 1609), Dianora (1610-1611), Margherita (n. 1612), Nannina (n. 1613), Paolo (1614-1615), Francesco (n. 26 ottobre 1616), Giovan Battista (n. 28 agosto 1617), Cecilia (n. 17 novembre 1619), Paolo (n. 4 febbraio 1621), Andrea (n.29 novembre 1623) e Caterina. 
Il matrimonio con la famiglia Medici definì Ruberto «cittadino fiorentino». Le carte danno testimonianza di come grazie a questo matrimonio si incrementi il patrimonio della famiglia Pepi, anche grazie ai lasciti testamentari dei fratelli di Isabella, Francesco e Antonio di Paolo de’ Medici, entrambi senza figli, che tra i vari possedimenti lasciarono in eredità alla famiglia Pepi il Podere di Morulli a Careggi, con la gestione di tutta la fattoria. 

Orazio Pepi (1609-1662)
Alla morte di Ruberto risulta che dell’amministrazione dei beni di famiglia si occuparono soprattutto i figli Orazio e Paolo Pepi. Abbiamo infatti diverse testimonianze relative alla gestione del patrimonio, in particolare sui poderi e sulla produzione delle fattorie possedute in Mugello.
Ma Orazio di Ruberto Pepi fu anche nominato Console di Mare della città di Pisa. E di questo suo incarico ci è data testimonianza in un registro relativo ai Debitori e Creditori nell’amministrazione delle gabelle di viaggio e del trasporto della merce. 
Alla sua morte Orazio Pepi lascia la sua eredità ai nipoti “pupilli” Ruberto, Antonino e Vincenzo, figli del fratello Francesco.

Francesco di Ruberto Pepi (1616-1644)
Seguendo le orme del padre, fu mercante, nominato nel 1643 Scrivano delle razioni di Galere a servizio del Granduca. Incaricato di amministrare l’economia dell’equipaggio, tra le sue carte di viaggio, spiccano corrispondenze e ricordi di alcune spedizioni a Palermo, Napoli e Messina.
Con Francesco la famiglia Pepi si stabilisce in via dè Bonfanti (l’attuale via dei Pepi), con l’acquisto del palazzo tutt’ora di proprietà degli eredi. L’atto di compravendita (1653) tra Francesco Pepi e Lucrezia Serragli ved. Pucci è tra i documenti che si conservano nell’archivio.
Nel novembre 1649 Francesco si unisce in matrimonio con Lisabetta Gondi, figlia di Vincenzo Gondi. Da questa unione nascono i figli Ruberto (1650-1735), Antonino (1653-1720) e Vincenzo (1651-1690). Sono molte nell’archivio le testimonianze del ruolo che ebbe Lisabetta Gondi nella gestione del patrimonio familiare, soprattutto dal 1644, quando, vedova, diventa tutrice dei figli minori Ruberto, Antonino e Vincenzo, insieme al fratello Amerigo Gondi.

Ruberto di Francesco Pepi (1650-1735) 
Ruberto fu senatore al Principato e Provveditore dell’Abbondanza. Dal 1720 fu tutore dei nipoti, figli del fratello Antonino, insieme alla moglie di questi, Maria Grazzini, e si occupò dell’intero patrimonio immobiliare della famiglia: la casa di Firenze, i poderi del Mugello, del Valdarno e di Careggi.

Antonino di Francesco Pepi (1653-1720) 
Il 19 dicembre 1707 sposò Maria Grazzini. Dalla loro unione nacquero: Franco Gaspero (1708-1764), Giovan Francesco (1709-1783) e Vincenzo Domenico Pio (1713-1783) i quali entrarono più volte in controversia relativamente alla divisione del patrimonio, dato che alla morte del padre, nel 1720, ereditarono, ancora “pupilli”, gran parte del patrimonio della famiglia, inizialmente sotto la tutela della madre e dello zio Ruberto. 

Franco Gaspero di Antonino Pepi (1708-1764)
Con il primogenito di Antonino, Franco Gaspero, la famiglia Pepi si unì ad un’altra importante famiglia, quella dei Macigni, i cui interessi patrimoniali sono assai presenti nell’Archivio Pepi. Di fatto tutta la documentazione relativa alla famiglia Macigni: gestione dei beni da parte degli antenati, dal XVI secolo, e carte relative all’eredità di Francesco Manfredi Macigni, fratello di Ottavia e ultimo discendente maschio della
casata, che alla sua morte (marzo del 1800) lascia la propria eredità ai nipoti pupilli Pepi. Dall’unione tra Franco Gaspero e Ottavia di Alberto Macigni nacquero cinque figli: Antonino (1738-1792), Giulia (n.1743), Maria Lisabetta Gaspera (1736-1813), Maria Anna Teresa (1737-1773) e Maria Teresa Gaspera (n.1740).

Antonino di Franco Gasparo Pepi (1738-1792)
Nel giugno 1768 si unisce in matrimonio con Marianna Pecori, figlia del Conte Bernardo Pecori e Teresa Balvas Svares de Cosca. Dalla loro unione nascono 7 figli: Francesco, Antonina, Ottavia Vincenzo, Bernardo, Lisabetta, Giulia e Teresa.
Le carte relative ad Antonino riguardano in particolare l’amministrazione dei beni nel contado e in genere la gestione delle fattorie: i poderi di Morulli presso Careggi e i poderi del Mugello (Le Mozzette e Corniolo).
Dalla morte del marito nel febbraio 1792, l’amministrazione della casata Pepi risulta sostanzialmente affidata alla Contessa Marianna Pecori (1758-1804). 

Bernardo di Antonino Pepi (1787-1870)
Occasione unica per raddoppiare il proprio patrimonio sarà il matrimonio di Bernardo di Antonino Pepi con Luisa Niccolini (matrimonio contrastato dalla madre di lei), che si celebrò il 12 aprile 1818.  Luisa portò con sé una dote di 19.000 scudi. Bernardo Pepi entrò anch’egli nell’Ordine di S. Stefano, fu Gonfaloniere di Rignano, Guardia Imperiale e Granducale.
Dal matrimonio con la Niccolini nacquero Anna Matilde (n.1819), Leonora (n.1813), Antonino (1820-1882), Fanny (n.1824), Giuseppe (1815-1875) e Roberto (n.1828). I tre componenti maschi ebbero illustri carriere: Antonino Pepi diventò direttore dell’Opificio delle
Pietre Dure di Firenze, Giuseppe Colonnello d‘Artiglieria e Roberto Capitano di Vascello.